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19 Apr Le piante della primavera (parte 2/3)

Seconda parte della nostra carrellata su alcune delle piante caratteristiche della stagione primaverile. Nella prima puntata avevamo visto la gardenia, la calla e la rosa. Oggi tocca all’ornitogallo (più giusto però sarebbe chiamarlo ornitogalo, con una l), all’azalea e alla margherita, piante molto comuni e rustiche ma che non perdono mai il loro fascino basato su spontaneità, generosità e allegria.

Ornitogallo

Ornitogallo
Pianta perenne che conta oltre 150 specie, alcune delle quali diffuse anche allo stato spontaneo nelle zone temperate d’Europa. L’ornitogallo è una bulbosa con fiori a grappolo, spiga o in corimbo, di colore chiaro (bianco, giallo o arancio). In fioreria lo troviamo più spesso come fiore reciso, bianco o arancio, dal caratteristico fiore a stella che nasce a gruppi simili a pannocchie. Sia in pianta che reciso si fa apprezzare per la minuta grazia del fiore e per la lunga durata della fioritura.

Altre informazioni sulla pianta di ornitogallo
Sole

L’ornitogallo gradisce le posizioni soleggiate, ma cresce bene anche in ombra parziale purché in terreni ben drenati o in contenitori dove non ristagna l’acqua. Alcune specie sono tossiche se ingerite, quindi attenzione a eventuali cani, gatti, conigli, capre, facoceri o altri vostri indisciplinati amici animali.

Innaffiature

Bagnare abbondantemente durante la fioritura, una o due volte a settimana, avendo però cura di evitare ristagni d’acqua. Una volta terminata la fioritura, si può diradare l’innaffiatura fino a sospenderla del tutto nei mesi del riposo invernale. 

PosizioneLa pianta si coltiva nelle bordure di giardino o in balcone come se fosse un comune giacinto, tulipano o narciso. L’ornitogallo è una bulbosa diffusa in tutto il mondo, ma la specie più frequentemente commercializzata, l’Ornithogalum Thyrsoides, è originaria del Sud Africa e non è quindi attrezzata per superare l’inverno. Se piantati all’esterno perciò i bulbi vanno ritirati nei mesi più freddi, un po’ come si fa con i gladioli, per ripiantarli in primavera.

Gallo

L’ornitogallo, poverino, diciamolo, ha un nome ben bislacco. Un po’ gallo un po’ ornitorinco… Poi non si capisce questo gallo cosa c’entri… Leggo su alcuni siti internet che “è così chiamato perché ricorda la cresta di un gallo”: ma chi? ma dove? La spiegazione è particolarmente ingarbugliata anche perché si basa su un “falso amico”, quel -gallo finale. Il nome deriva infatti dal greco óρνις -ιϑος «uccello» e γάλα «latte» (quindi il gallo, se c’è, non è dove pensiamo e per questo sarebbe più corretto chiamarlo Ornitogalo, con una l sola). Questa etimologia ha dato origine anche al nome volgare del O. Umbellatum, in uso soprattutto in Toscana, cioè Latte di gallina. Rimane comunque non chiarissima come origine, forse sarà per il lattice che rilascia, forse per il bianco del fiore, mah. Per tutt’altre ma altrettanto misteriose ragioni l’ornitogallo è anche chiamato stella di Betlemme.

 

Azalea

Pianta ben nota a tutti, anche ai frequentatori solo occasionali delle fiorerie e alle persone prive di pollice verde. A fiori semplici o doppi, dalla foglia lucida o setosa, bianca, colorata o anche bicolore e screziata, l’azalea (Rhododendron simsii, o, meno correttamente, Azalea indica) fiorisce naturalmente in aprile o maggio, ma di fatto, forzandone la fioritura, è commercializzata in quasi tutto il tempo dell’anno. Di carattere abbastanza rustico, è una delle più apprezzate piante da regalo perché sa abbinare in un modo tutto suo, e difficilmente eguagliato da altre piante, esuberanza e spontaneità: l’azalea ha un aspetto vivace, ricco, generoso, ma con quell’aria rassicurante di chi è di casa, familiare, alla mano. E poi è davvero molto versatile: si può mettere dentro, fuori, dentro e fuori, sul balcone…

 

Azalee

Altre informazioni sulla pianta di azalea

Esposizione alla luceLuce abbondante, ma diffusa, non al sole diretto. Cerchiamo per l’azalea una posizione riparata in una zona semiombreggiata, al riparo tanto dalle insolazioni quanto dalle gelate primaverili.

Annaffiature

L’azalea va bagnata costantemente, abbondantemente, generosamente, evitando il ristagno di acqua. Se in vaso, meglio bagnare per immersione. Se piantata in giardino, annaffiare spesso, aumentando la frequenza nei mesi più caldi.

PosizioneParte del successo commerciale dell’azalea sta nella sua versatilità: oltre ad abbellire il nostro giardino può infatti farci compagnia in casa o, meglio ancora, fare entrambe le cose. L’azalea ama gli ambienti freschi, diciamo tra i 10 e i 20 gradi, ma, se opportunamente posizionata in un luogo riparato, può affrontare anche l’inverno delle nostre zone. Temperature più alte accorciano la fioritura.

Lavatrice

Cosa caspita hanno in comune le azalee e le lavatrici? Hanno in comune lo stesso mortale nemico: il calcare. Dopo la siccità, il primo pericolo per la pianta di azalea è infatti il calcare, che determina una carenza di ferro e quindi l’ingiallimento delle foglie (clorosi). Cerchiamo pertanto di evitare terreni troppo duri e, se possibile, acqua troppo calcarea. A volte la soluzione più semplice è utilizzare acqua piovana.

 

Margherita

Margherite

 

Se c’è un fiore che meglio preannuncia e simboleggia la primavera questo è la margherita. Le pratoline che macchiano di bianco i prati sono proprio lo sfondo e il segnale tipico della nuova stagione. Il suo carattere distintivo è la spontaneità, una semplicità allegra che associamo più o meno consapevolmente alla naturalezza e alla solare spensieratezza dei bambini, al risveglio della natura, alla gioia della vita. 

Altre informazioni sulla pianta di margherita

Sole

La margherita è una pianta molto alla mano che non si fa troppi problemi. Sta bene al sole, ma in caso si sa adattare anche a una posizione ombreggiata.

Annaffiature

Le piante vanno annaffiate generosamente e molto spesso. Con l’aria che ne asciuga il terreno e con le grandi esigenze di una pianta che porta avanti contemporaneamente molti fiori, un giorno sì e uno no va controllata e, se il terreno non è più umido, bagnata. Meglio se per immersione.

PosizioneTipica pianta da balcone o da bordura, ideale per creare tappeti fioriti in giardino, ottima fornitrice di fiori recisi, generosissima nella produzione (ha anche una seconda fioritura, autunnale), la margherita è però una creatura da esterno e mal sopporta più di qualche giorno chiusa in casa. 

Margherita

Come abbiamo detto la margherita è il fiore che incarna la gioia e la vita, l’innocenza e il candore. Nell’iconografia medioevale e rinascimentale la margherita segnava il rinnovamento (dell’anno e quindi simbolicamente la rinascita di Cristo e il ritorno alla vita), con questo significato la ritroviamo in quadri e affreschi, per esempio del Ghirlandaio o di Botticelli. Ma nel Medioevo le vennero attribuite anche proprietà profetiche, soprattutto per quanto riguarda l’amore. Da questo retroterra deriva la nostra usanza di sfogliare i petali della margherita (m’ama o non m’ama?) e la connotazione di incertezza e dubbio che le viene attribuita nel linguaggio dei fiori.

 

TO BE CONTINUED…

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