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12 Nov Cosa fare in caso di bouquet

Avete ricevuto in dono un mazzo di fiori. Molto bene. E adesso? Cosa bisogna fare? E quali sono i trucchi per farlo durare più a lungo?

Per cominciare i fiori vanno messi in acqua. La cosa è talmente ovvia che si dà per scontata, ma da alcune domande che ci vengono fatte in negozio dobbiamo concludere che forse tanto ovvia e scontata non è. Quindi partiamo proprio da zero: i fiori bisogna metterli in acqua.

BouquetCerchiamo un bel vaso che li contenga. Come regola generale più grande è il mazzo più grande deve essere il vaso (non solo per contenerli meglio, ma anche perché più fiori hanno bisogno di più acqua). Per l’altezza regoliamoci così: cerchiamo di fare in modo che la parte dei gambi sotto il punto di legatura del mazzo sia in acqua. Niente foglie in acqua. Se per qualche motivo ce ne sono rimuovetele. Riempiamo di acqua fresca e sciogliamo dentro la bustina di conservante che accompagna il confezionamento del bouquet. Siamo quasi pronti. Ma attenzione adesso, a me gli occhi.

Prima di mettere i fiori nel vaso, prendiamo un coltello e spuntiamo leggermente il taglio del gambo. Questo è il passaggio fondamentale, l’unico vero trucco per far durare un mazzo di fiori, l’accorgimento senza il quale qualsiasi altra premura risulterà inutile.

I fiori infatti “bevono” attraverso dei canali interni al gambo e noi quindi tagliando il gambo apriamo una ferita dalla quale l’acqua viene assorbita. Ma, direte voi, i fiori che compongono il mio mazzo sono già stati tagliati in fioreria… certo, però verosimilmente è passato ormai del tempo e già dopo venti minuti l’ossidazione ha cicatrizzato la ferita e chiuso i canali. Praticare un nuovo taglio (è sufficiente pochissimo, giusto quanto basta per rimuovere lo strato ossidato) permette ai fiori di reidratarsi velocemente, assorbire le sostanze della bustina, riprendere tono e durare a lungo.

Sezione del gamboSe non tagliamo il gambo, sarà inutile metterli in acqua e scioglierci il conservante. Con i canali tappati non potranno bere. Questo è tanto più importante quanto più è legnoso il gambo dei fiori. Quindi rinfrescare il taglio è imprescindibile per le rose, ad esempio, ma meno importante per i fiori a gambo morbido e lattiginoso, addirittura superfluo nel caso dei giacinti. Idealmente il taglio perfetto è a fetta di salame e praticato con un coltello. Le forbici, se non sono ben affilate forbici da giardinaggio, più che tagliare rischiano di tranciare, cioè prima di recidere tendono a schiacciare il gambo e occludere così buona parte dei canali (che si trovano nella parte esterna del gambo). Però dai, vige sempre la regola d’oro: piuttosto di niente è meglio piuttosto. Se avete solo le forbici, fate con quelle.

Bene, fatto questo siamo a cavallo. Piccoli accorgimenti ulteriori possono essere: tenere i fiori in luogo fresco e areato ma lontano da correnti d’aria o fonti di calore (però anche qui vale il buon senso: mettete i fiori dove stanno meglio e dove vi piacciono di più, chiaro che se li mettete al sole di agosto o sopra il termosifone acceso d’inverno qualche problema lo avranno…) e lontano dalla frutta. Dopo qualche giorno, due, tre o anche quattro se l’ambiente è fresco e il conservante ha funzionato benissimo, cambiamo l’acqua e rinfreschiamo ancora il taglio dei fiori come abbiamo fatto quando li abbiamo messi nel vaso la prima volta.

E questo è tutto. Ricapitolando: il trucco, il consiglio e il segreto è solo uno: tagliate sempre un poco il gambo prima di mettere in acqua i fiori la prima volta.

Prima di chiudere passiamo in veloce rassegna i vari consigli che si trovano in giro per internet, che si possono leggere sulle riviste delle brave donne di casa o che si tramandano di generazione in generazione per passaparola. Vediamo se hanno un senso o sono falsi miti. Si tratta sempre di aggiungere qualcosa all’acqua, e già da questo quindi potete capire che non abbiamo centrato la questione più importante… Comunque, potrebbero suggerirvi di aggiungere:


Aspirina
Varechina
Zucchero
Rame
L’aspirina
La varechina
Lo zucchero
Una moneta di rame
La più famosa e diffusa “dritta” sulla conservazione dei fiori. Non ha nessun senso. In linea di massima male non dovrebbe fare. Contiene degli acidi (acetilsalecilico, che è nel principio attivo, e ascorbico come eccipiente) che potrebbero rallentare la formazione di batteri nell’acqua, così come il sodio bicarbonato anch’esso contenuto. Però poi ci sono un sacco di altre cose del tutto inutili. A questo punto vi conviene mettere una puntina di bicarbonato o di succo di limone: avete fatto la stessa cosa e avete risparmiato un’aspirina per l’inverno. 
Un po’ di varechina, o candeggina che dir si voglia, comunque ipoclorito di sodio. Ecco, questa è un’alternativa al conservante specifico. Azione igienizzante e disinfettante che rallenta la formazione di batteri. Non bisogna esagerare, bastano una o due gocce, altrimenti alteriamo troppo il ph dell’acqua e la soluzione troppo alcalina fa poi del male ai fiori.
Abbastanza inutile: andiamo sì a dare del nutrimento ai fiori, però con questo ne acceleriamo la maturazione e anche la formazione di batteri nell’acqua. Come nutrimento mi limiterei ai sali già contenuti nella bustina di conservante. Se non l’abbiamo, facciamone pure a meno e mettiamo solo una goccia di varechina.
Secondo alcuni agisce come fungicida, secondo altri un qualcosa di rame passa nell’acqua e da là viene assorbito dal fiore che lo utilizza come nutrimento e conservante. Fosse anche teoricamente plausibile, prima che del rame passi dalla moneta all’acqua e dall’acqua al fiore, siamo morti tutti, noi e il fiore. C’è comunque da dire che un altro uso più utile delle monetine da uno o due centesimi di euro non l’ho ancora trovato.

 

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